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Analisi CLE: edifici interferenti passo per passo

L'analisi della CLE verifica se, dopo un terremoto, il comune riesce ancora a far funzionare il suo sistema di emergenza: gli edifici strategici, le aree di emergenza e le strade che li collegano. Il lavoro più lungo è trovare gli edifici che, crollando, possono bloccare quelle strade e quelle aree.

Che cosa chiede l'analisi

L'analisi della CLE è stata introdotta nel 2012 insieme alla microzonazione sismica (OPCM 4007/2012) e si fa seguendo il manuale e gli standard della Commissione tecnica per la microzonazione sismica. Si compilano cinque tipi di schede, una per elemento:

Quali sono gli edifici strategici, le aree e le strade lo decide il Comune con il suo piano di protezione civile: l'analisi parte da lì. Le prime tre schede sono poche decine; le unità da guardare, in un centro storico, sono centinaia.

La regola: l'altezza contro la larghezza

Un'unità è interferente se la sua altezza è maggiore della distanza dal limite opposto della strada: H > L. Per le aree di emergenza il confronto è con la distanza dal bordo dell'area: H > d. L'idea è semplice: se l'edificio crolla verso la strada, le macerie arrivano fino a una distanza simile alla sua altezza.

Dove si perde tempo

Il caso di Cefalù

Cefalù ha un'analisi CLE pubblicata sul portale Web-MS CLE del Dipartimento della protezione civile: 3 vie di accessibilità, 34 di connessione, 11 aree di emergenza, 8 edifici strategici. Con quel sistema di emergenza il modello 3D del comune (carta tecnica regionale 1:2000 nel centro, volo 2003) ha confrontato 742 volumi affacciati sulle vie e sulle aree:

Che cosaQuanti
Volumi interferenti (H > L o H > d con margine)144
Volumi da verificare (casi al limite)32
Unità interferenti nella CLE pubblicata83
…ritrovate fra gli interferenti74 (89%)
…ritrovate contando anche i «da verificare»75 (90%)
Cefalù in assonometria: edifici interferenti in rosso, da verificare in giallo, edifici strategici in blu
Cefalù, il centro storico verso il Duomo. In rosso i volumi interferenti, in giallo quelli da verificare, in blu gli edifici strategici; le vie del sistema di emergenza sono disegnate sul terreno.

Che cosa dicono questi numeri:

A Roviano (usato per tarare il metodo) e a Nemi (alla cieca) la stessa procedura ha ritrovato rispettivamente il 97% e il 96% delle unità interferenti, contando i «da verificare».

Come si lavora con la pre-selezione

  1. Il sistema di emergenza. Se il comune ha già un'analisi su Web-MS CLE la prendiamo da lì; se il tuo piano è più recente, nel pannello d'acquisto carichi vie, aree ed edifici strategici (GeoJSON, KML o Shapefile).
  2. Il calcolo. Per ogni volume affacciato su una via o su un'area il modello confronta altezza e distanza, con la larghezza misurata sui tratti di strada e non sugli incroci; i casi entro un metro dal limite, o con la facciata arretrata fino a 6 m, finiscono fra i «da verificare».
  3. Il controllo a tavolino. Nel viewer del comune, sezione «Protezione civile (CLE)», tocchi un edificio e leggi su quale via o area interferisce, con l'altezza e la distanza usate. In QGIS hai lo stesso elenco nel livello CL_US_verifica.shp, già con lo stile.
  4. Il sopralluogo. Si va in sito con le tavole 1:2000 e l'elenco dei «da verificare»: si conferma o si corregge, si dividono le unità strutturali, si guarda quello che la carta non vede.
  5. Le schede. I CSV precompilati e gli shapefile negli Standard CLE 3.1 si portano in SoftCLE per il database finale.

Il risultato resta del tecnico incaricato: la pre-selezione toglie il lavoro di misura, non quello di giudizio. Le tavole portano la dicitura «pre-selezione automatica · bozza non ufficiale» e nessun logo istituzionale.

Provalo

Gli esempi CLE completi (pacchetto negli Standard CLE 3.1 e tavole in PDF) di Cefalù e degli altri comuni sono scaricabili dalla pagina Protezione civile e CLE; nel viewer di Cefalù la pre-selezione si esplora in 3D.

Che cosa contengono i file e quali sono i limiti di questo uso: Protezione civile e CLE.

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