Le ombre di un nuovo edificio: come verificarle
Un edificio nuovo toglie sole a qualcuno. La domanda di una commissione o di un vicino è sempre la stessa: quanto, a chi, in quali mesi. Con il modello del contesto si risponde con numeri e disegni, prima di presentare il progetto.
Che cosa si verifica
Non c'è una regola nazionale unica: molti regolamenti edilizi e piani chiedono di dimostrare che un intervento non toglie troppa luce agli edifici e agli spazi pubblici vicini, con criteri che cambiano da comune a comune (giorno di riferimento, ore minime, punti da controllare). Leggi quello che vale per il tuo comune; le verifiche che seguono sono quelle che servono quasi sempre.
- Il 21 dicembre: il sole è più basso e le ombre sono più lunghe. È il caso peggiore e quello che si guarda per primo.
- Gli equinozi (21 marzo, 23 settembre): il caso medio, utile per le facciate a est e a ovest.
- Il 21 giugno: le ombre più corte, ma il sole sorge e tramonta più a nord e illumina facciate che d'inverno non vede mai.
Il caso di Erice
Un volume di prova di 22 × 12 m, alto 12 m, con il tetto piano, in uno spazio libero del centro, fra via San Cataldo e via Antonio Salinas. Area di lavoro: un quadrato di 200 m di lato attorno al volume.

1. Le ombre della giornata
In «Sole e ombre» si accendono le ombre, si sceglie il giorno e si fa scorrere l'ora con ▶, dall'alba al tramonto. Le ombre sono quelle di tutti gli edifici del modello, dei rilievi del comune e, dove c'è il rilievo LiDAR, degli alberi. Il pulsante «Con il progetto», in «Elementi di progetto», accende e spegne il volume: è il modo più rapido per vedere che cosa cambia. A Erice, il 21 dicembre a mezzogiorno il sole è a meno di 29° sull'orizzonte e un volume di 12 m fa un'ombra lunga più di 20 m.
2. La mappa delle ore di sole perse
«Ore di sole perse» calcola le ore di sole diretto al suolo in ogni punto dell'area, senza e con il progetto, e colora la differenza. A Erice, il 21 dicembre, su 23.181 punti a un metro di distanza:
- il punto più colpito perde 4,8 ore di sole;
- 797 m² di suolo perdono almeno un'ora;
- la perdita sta tutta a nord e a nord-ovest del volume, nelle vie strette dove il sole d'inverno arriva già per poco.

I valori punto per punto si scaricano in CSV, con le coordinate UTM: si possono rifare i conti, sommare per zona o portare in QGIS.
3. Le facciate e le finestre
La mappa è al suolo. Per una facciata o una finestra precisa si tocca il punto con le ombre accese: il viewer dice quante ore di sole riceve quel giorno e in quali momenti (calcolo ogni 5 minuti). Rifatto con il progetto spento e acceso, dà le ore perse di quella finestra. Conviene farlo sulle finestre dei vicini più vicini al volume, al piano terra e al primo piano, dove l'ombra arriva per prima.
4. Che cosa mettere nella relazione
- Il disegno SVG della vista con le ombre, per i giorni scelti e per due o tre ore (9, 12, 15), con data, ora e posizione del sole scritte nel cartiglio.
- La mappa delle ore perse del 21 dicembre, con la legenda, e i numeri principali: perdita massima e superficie che perde almeno un'ora.
- Le ore di sole delle finestre controllate, prima e dopo, in una tabella.
- Il video della giornata, se la relazione si presenta su uno schermo.
Limiti di cui tenere conto
- Sono ore di sole diretto, non energia: niente irraggiamento, niente luce diffusa, niente nuvole.
- Oltre il confine comunale il terreno non c'è: nelle valli strette, d'inverno, le ore di sole possono essere sovrastimate.
- I tetti sono ricostruiti dove manca il LiDAR (a Erice è così): un colmo stimato male di un metro sposta di poco l'ombra, ma la sposta.
- Gli alberi sono quelli del rilievo laser, quando c'è; a Erice sono stimati dalla carta del suolo.
Che cosa contengono i file e quali sono i limiti di questo uso: Ombre e paesaggio.
Richiedi un’area Guarda gli esempi
Altre guide: Analisi CLE: edifici interferenti passo per passo · Il fotoinserimento per la relazione paesaggistica · La base 3D di un centro storico per il CAD · Il modello 3D del tuo comune sul tuo sito. Vedi anche la guida al viewer.